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GENETICA PERSONALIZZATA - POLIMORFISMI - NUTRIZIONE - ESERCIZIO FISICO - SPORT  

 

 

Nutrigenetica: scienza che studia gli effetti delle variazioni genetiche sulla risposta ai nutrienti, con l'obiettivo di individuare gli alimenti più adatti ad una determinata persona. Nutrigenomica: scienza che studia gli effetti dei nutrienti sull'espressione dei geni, cioè come i nutrienti agiscono direttamente a livello del DNA e quindi a livello del proteoma e del metaboloma. Nutriepigenomica: scienza che studia specifici interventi nutrizionali capaci di far regredire favorevolmente le alterazioni epigenetiche. Lo stile di vita alimentare è un determinante fondamentale del rischio per le malattie croniche più diffuse nel mondo occidentale: cardiovascolari, obesità, diabete e molti tumori.

Esistono numerose linee guida, basate su studi epidemiologici su larga scala, rivolte alla popolazione generale o a gruppi omogenei di pazienti che condividono la stessa condizione di possibile rischio o patologia. È noto inoltre che la risposta individuale ad uno stesso tipo di dieta è variabile, sia in termini di esiti clinici che di modulazione del rischio di malattia per cause psicosociali, culturali ed economiche, sia per gli aspetti attesi, molto meno noti , interazioni complesse, tra fattori genetici e ambientali, non certo oggi facilmente qualificabili in modo attendibile. La disponibilità di nuove tecnologie e le sempre maggiori conoscenze nel campo “omics” hanno portato a ipotizzare una possibile evoluzione verso un’alimentazione personalizzata. L'analisi molecolare del genoma e del metaboloma ha infatti evidenziato numerose varianti diversamente associate a fattori dietetici, e in questo senso potenzialmente riconducibili alla suscettibilità a molte malattie croniche.

Le enormi potenzialità di questi sviluppi non corrispondono attualmente a risultati validati in campo clinico, pur essendo altamente suggestivi in ??termini di basi fisiopatologiche. Gli esempi di varianti genetiche coinvolte nel rischio di malattie, attraverso l’interazione con la dieta, sono numerosi e riguardano molte condizioni ad alta prevalenza, ad esempio ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, cancro al seno, osteoporosi, sindrome metabolica, diabete di tipo 2, obesità, assunzione di grassi non alcolici malattia del fegato. Nell’ambito del metabolismo del glucosio sono state individuate circa 100 varianti genetiche per il diabete di tipo 2 e oltre 40 per il diabete di tipo 1, capaci di interagire con l’assunzione sia di carboidrati che di fibre per modulare debolmente il rischio della malattia. Gli studi genetici hanno inoltre evidenziato 97 loci relativi all'accumulo di tessuto adiposo e altri 49 relativi alla distribuzione del grasso. Le varianti del primo cosiddetto “gene dell’obesità” individuate, FTO (massa grassa e obesità associata), sono strettamente associate all’aumento del BMI (indice di massa corporea), soprattutto in presenza di diete ricche di grassi e proteine. Un comune polimorfismo del gene PLIN (perilipina), coinvolto nella regolazione dell'accumulo di grasso negli adipociti, può ridurre il rischio di obesità in associazione ad una dieta ricca di carboidrati ma aumentarlo in caso di ridotto apporto8. Questi dati aiutano a spiegare i ben noti, e attesi, scarsi risultati del consueto approccio generalizzato (taglia unica) alla riduzione del peso corporeo. Importante nota metodologico-linguistica: l’uso del termine associazione non è casuale: in epidemiologia e statistica indica un rapporto sostanzialmente descrittivo tra “cause” ed “effetti” ma non spiega se un fenomeno è causa dell’altro: cioè , indica una possibile linea di ricerca. Molte varianti vengono impropriamente utilizzate nei pannelli predittivi dell'equilibrio carbo-lipidico, della tossicità, del metabolismo osseo, della prestazione sportiva a causa di difetti nella raccolta dei dati, nella selezione della popolazione di riferimento, nella frequenza nella popolazione generale e negli effetti selettivi. Una drastica riduzione delle varianti permette di realizzare due tipologie di pannelli.

 

GENE-PERSONA - GENETICA - NUTRIZIONE - ESERCIZIO FISICO

 

GENE-PERSONA studia i geni che regolano l’accumulo e il consumo dei grassi e degli zuccheri.
Le differenze dei geni di ogni individuo vengono rivelate da un unico test.


GENE-PRERSONA rivela se una persona è predisposta ad accumulare i grassi e gli zuccheri assunti con la alimentazione o se riesce a consumarli in fretta.


GENE-PERSONA rivela come si combinano il controllo alimentare e la attività fisica per il controllo del peso, e in più che categorie di alimenti e che intensità di esercizio.

 

Quali sono le funzioni dei geni GENE-PERSONA?
l’assorbimento degli acidi grassi, l’aumento dei depositi di grasso addominale
l’azione di ormoni che favoriscono il dimagrimento
la formazione delle cellule adipose
la regolazione degli equilibri glucosio-grassi
l’uso del grasso delle cellule a scopo energetico,il consumo di grasso a scopo termoregolazione
il rischio di obesità
aumento di peso con assunzione di grassi saturi
azione combinata dieta-esercizio fisico

 

 

GENE-PERSONA DECISION MAKER

Il modello interattivo per il tuo profilo Gene - Persona. Segui i due passaggi principali: 1. Scarica il foglio delle varianti toccando l'icona sottostante e registra il tuo aplotipo variante. 2. Tieni sotto controllo la scheda delle varianti, tocca l'icona "avvio" e inizia la scelta delle varianti. 3. L'ultimo passaggio ti mostrerà il tuo pannello metabolico. 

 

 

 

GENE-PERSONA - GENETICA - OSSA E MUSCOLI - SPORT

 

GENE-PERSONA
studia i geni che regolano l’osteogenesi, la massa ossea, la mineralizzazione dell’osso; la predisposizione muscolare alla forza pura o resistente.

Le differenze dei geni di ogni individuo vengono rivelate da un unico test.

GENE-PRERSONA
rivela se una persona è predisposta a debolezza osteo tendinea e al debole smaltimento dell’acido lattico.

GENE-PERSONA
consente di predisporre alimentazione adeguata alle caratteristiche personali e qualità e intensità di esercizio fisico.

 

 

 

 

 

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